

È il 12 dicembre 1952, Gualtiero e Luciana Benardelli partono da Mogadiscio per intraprendere un viaggio meraviglioso che, dopo 35.000 km attraverso 25 paesi africani, li porterà a salpare da Tunisi per raggiungere l’Italia; sempre accompagnati dalla fida Rosalie Scevroletti. Questo il nome con cui i giovani proprietari hanno battezzato la berlina Chevrolet ricevuta come dono di nozze. I Benardelli sono due sposini dotati di una tempra d’acciaio: lui infaticabile guidatore non professionista, lei infallibile compilatrice del diario che non salta un giorno, nonostante difficoltà e intoppi.
Cda&Vivalda pubblica nella collana Le Tracce l’inedito resoconto quotidiano di Luciana Benardelli che ritrae un’Africa originale, attraversata e vissuta in una fase storica determinante come l’epoca della decolonizzazione, molto tempo prima dello stravolgimento operato dal turismo di massa.
Il viaggio scorre tra altipiani aridi, umide foreste tropicali, savane e il temuto deserto del Sahara che un po’ fortunosamente Rosalie riesce ad attraversare quasi indenne. I luoghi attraversati sono esotici, splendidi, magistralmente descritti attraverso gli occhi giovani, inesperti ma dotati di un acuto senso critico dell’autrice. Le difficoltà non stentano a presentarsi: Rosalie subirà un numero immenso di forature, la sostituzione delle balestre, del cambio, dei freni e quant’altro. Ma il successo dell’avventuroso viaggio di nozze sarà garantito dal panorama umano incontrato lungo la strada. Smentendo i pregiudizi calunniosi spesso attribuiti agli africani, il viaggio di Luciana e Gualtiero, oltre a dipingere un quadro socialmente e antropologicamente ricco di spunti, riesce a ridare dignità agli uomini e alle donne: non un furto, non una rapina, nessuna situazione umanamente sgradevole descritta in oltre 5 mesi di viaggio attraverso il continente più povero del mondo.
ROSALIE SCEVROLETTI. E i suoi 35.000 chilometri d’Africa
di Luciana Benardelli
Prefazione di Angelo Del Boca
Cda&Vivalda Editori