Corinaldo in cima all'Europa
Pubblicato il 10/24/2008, in Weekend
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L’Unione Europea ha premiato, il 18 settembre a Bordeaux, in Francia, i centri abitati che più si adoperano per la «salvaguardia dei beni turistici immateriali».

Per l’Italia ha vinto Corinaldo, piccolo e poco noto borgo in provincia di Ancona, che ha battuto un’ottantina di blasonate località, tra cui Mantova, L’Aquila, Lerici, Castiglione Fiorentino. Il colore del mattone è l’unità stilistica che identifica il villaggio. Il cotto è onnipresente nei palazzi, nelle mura quattrocentesche (912 metri di lunghezza, perfettamente conservati e percorribili a piedi) e nella Piaggia, la scalinata di cento gradini che taglia a metà Corinaldo. Ai lati si dispiegano a spina di pesce le case del centro storico. L’atmosfera medievale è accuratamente preservata, ma il paese non è il set di un film di cappa e spada, ma un luogo «vissuto» quotidianamente da 5 mila abitanti (info: Iat, tel. 071.679047, www.procorinaldo.it [2]).

Arroccato in collina, è il luogo natale di Santa Maria Goretti, a cui è dedicato un santuario. Conserva diverse torri nobiliari, la Casa del Trecento, la Rotonda rinascimentale e il pozzo del Bargello. Dalla terrazza sopra porta San Giovanni si ammira un panorama che arriva fino al monte Conero. Corinaldo è abituata ai premi: è Bandiera Arancione, marchio di qualità del Touring Club, e l’anno scorso è stato proclamato "Borgo più bello d’Italia". È rinomato per la buona tavola e i ristoranti tipici, che servono i vincisgrassi (lasagne al forno con strati di sugo, parmigiano e besciamella), l’oca arrosto con patate (imbottita di salvia, rosmarino e aglio), il ciauscolo (il salame delle Marche che si spalma sul pane). La zona vanta ottimi vini Doc, come Rosso Conero, Verdicchio, Lacrima di Morro d’Alba.

E dal 26 al 31 ottobre Corinaldo ospita la Festa delle Streghe, con concerti, spettacoli di strada, cantine aperte fino a tarda notte. 0173.361051, www.fieradeltartufo.org [3]). Poco distante dal negozio, un sotterraneo rivela altri tesori: sono le rovine romane rinvenute di recente sotto il pavimento del Duomo, in piazza Risorgimento. Ricordano le origini di Alba Pompeia, fondata sulla sponda destra del fiume Tanaro nell’89 a.C., molti secoli prima che diventasse la "Città dalle Cento Torri" e il capoluogo delle Langhe (www.langheroero.it [4]). Sulla piazza sovrastante le rovine ci sono i tavolini dell’Antico Caffè Calissano. Era il ritrovo ottocentesco di letterati e artisti, ricorda il nome del vermouth prodotto ad Alba da Luigi Calissano.

Ma quest’anno ottobre è anche il mese del cioccolato, grazie alla mostra allestita presso la Fondazione Ferrero (www.fondazioneferrero.it [5]), l’azienda di Alba che ha reso celebre questo prodotto e lo esporta in tutto il mondo. Dedicata alla passione per il cacao, alle sue declinazioni, alla storia e ai percorsi che l’hanno portato dalla lontana giungla equatoriale fino al Piemonte, l’esposizione si intitola Cioccolato, dai Maya al XX secolo. Si inaugura il 19 ottobre e resta aperta fino al 18 gennaio. L’ingresso è gratuito. Dopo la visita si può fare un salto alle spalle del Duomo, in piazza Rossetti, dove i dolci della pasticceria Golosi di Salute sono un piacere per gli occhi e per chiunque abbia problemi di alimentazione o di linea.

Grazie a ingredienti particolari Luca Montersino ha reso accessibili a tutti i classici tiramisù, le tradizionali torte di nocciola (la Tonda Gentile delle Langhe) e l’onnipresente cioccolato. Nessuna variante invece alle ricette tradizionali nella
storica pasticceria Petitti, che sforna cioccolatini Albesi (profumati al rhum oppure alla crema di Moscato o di Barolo), sfoglia con mele e crema pasticcera, la tradizionale Campagnola (torta secca con uvetta e gocce di cioccolato).


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[2] http://www.procorinaldo.it
[3] http://www.fieradeltartufo.org
[4] http://www.langheroero.it
[5] http://www.fondazioneferrero.it