

Un evento al giorno, per 28 giorni.
Questa cura intensiva a base di melodramma verdiano è prescritta dalla quinta edizione del Festival Verdi, dal 1° al 28 ottobre tra Parma, Busseto e Reggio Emilia, le terre dove il compositore nacque, si formò e trascorse tutta la vita. L’appuntamento è fisso e si rinnova ogni anno, in modo che entro il 2013, bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, tutte le sue 26 opere e la Messa da Requiem saranno state rappresentate.
Quando si tratta del compositore di Busseto, non si lesinano sforzi da queste parti: sul podio e in regia vengono chiamati i più grandi interpreti. Per questa edizione sono tutti italiani. In ottobre si può fare incetta di lirica, da abbinare magari a un concerto di musica contemporanea, a una mostra, alla visita dei luoghi verdiani tra Parma e il Po, cari ai melomani e agli appassionati della buona tavola. Non mancano infatti le cene a teatro. Nell’elegante ridotto del Regio di Parma dopo gli spettacoli gli chef dell’Academia (una sola «c») Barilla ripropongono le ricette di casa Verdi, con i sapori più amati dal Maestro.
La spalla cotta di San Secondo, il Parmigiano Reggiano e il culatello sono citati in varie sue lettere. Il Regio di Parma è l’unico teatro ad aver conservato i retropalchi, stanzette dove, prima delle rappresentazioni o nell’intervallo, si organizzano spuntini a base di culatello. La stagione è perfetta per il grand tour dei luoghi verdiani nella Bassa, suggestiva con le prime nebbie ottobrine.
Si comincia da Roncole Verdi, frazione a quattro chilometri da Busseto, dove si visita la casa natale del compositore, una modesta abitazione di campagna dove i genitori di Verdi gestivano un’osteria con bottega. Accanto, la chiesa di San Michele Arcangelo custodisce l’organo, ancora funzionante, su cui si esercitava Verdi bambino. Adolescente, lo ritroviamo a Busseto, a Casa Barezzi, in via Roma, l’abitazione del suo mecenate, un commerciante che finanziò i suoi studi e gli diede pure in moglie la figlia Margherita. Qui si possono visitare il salone dove Verdi si esibì la prima volta e la Collezione Stefanini di cimeli verdiani.
Tutto a Busseto parla di Verdi: nella piazza a lui intitolata, dove si affaccia la Rocca, ci sono il suo monumento e il teatro inaugurato nel 1868, anch’esso visitabile, costruito contro il parere del Maestro, che non ebbe mai buoni rapporti con i bussetani, tanto che fece costruire la sua villa a tre chilometri dal paese, già in provincia di Piacenza. La villa Verdi di Sant’Agata, aperta al pubblico, era la dimora di un uomo facoltoso e di gran gusto, che si circondava di oggetti preziosi e di un grande parco con essenze esotiche. È tuttora abitata dagli eredi, che lasciano visitare le stanze più legate alla memoria del Maestro e della sua compagna Giuseppina Strepponi.
L’itinerario verdiano interseca la Strada del Culatello. Parte da Colorno, alle porte di Parma, e si snoda nella Bassa toccando San Secondo, Soragna (con la bella Rocca Meli Lupi e il museo del Parmigiano Reggiano), Busseto e Zibello, vicino all’argine maestro del Po. Altro prodotto tipico, riscoperto e valorizzato di recente, è il Fortana del Taro, un vitigno autoctono. Produce un vino frizzante, con solo 7 gradi alcolici, perfetto per una merenda a base di salumi.
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[4] http://www.genteviaggi.it/agenda/da-parma-reggio-con-verdi.html