Roger viene da Birmingham e non si sarebbe mai aspettato di trovare i delfini nel Rio delle Amazzoni. A lui bastava pescare i piranha. E invece eccoli lì, saltare come rane fuori da quell’acqua che pare caffellatte, e per lo più rosa! Delfini rosa a tremila chilometri dall’Atlantico. «Noi li chiamiamo boto», esordisce Luis, la guida, «pare che arrivarono qui cinque milioni di anni fa, ma non si sa perché siano rosa; c’è chi dice per i vasi sanguigni, chi per certe sostanze presenti nel fiume.
Un tempo era diffusissimo, ma oggi rischia l’estinzione».
Anche la moglie di Roger arriva sulla prua con la macchina fotografica al collo. «Voi donne sarebbe meglio non li guardaste, i delfini rosa», sorride Luis, «alcuni indigeni pensano siano esseri soprannaturali che seducono le ragazze, le mettono incinte e fanno loro partorire figli dalla pelle chiara». Chiaro, di un arancio pallido, è anche lo scafo di mogano del Delfin, il lussuoso barcone a tre ponti. Quando splende il sole il battello si confonde con l’acqua oliva¬stra del fiume più grande al mondo, il Rio delle Amazzoni.
La navigazione è lenta in questo angolo di Perú dove ci si perde a contare gli affluenti che filano via, o le lunghe canoe dirette a Iquitos. La crociera con El Delfin parte da qui, dalla «perla» della giungla, dalla «Timbuctù dell’Amazzonia Occidentale» – come aveva soprannominato Iquitos l’esploratore Leonard Clark – per arrivare a Nauta «l’incompiuta», il primo porto fluviale fondato dagli europei in quest’area.
El Delfin fa rotta verso sud, in un labirinto di foreste pluviali che i diplomatici di stanza a Lima chiamavano «sconfinate zone buie» e i peruviani, molto più semplicemente, la selva.
Nel 2005 è stata inaugurata la strada di 120 chilometri che unisce Iquitos a Nauta: un’ora e mezza di strada invece di una giornata in barca. Buona per i camionisti e i commercianti, che hanno fretta.
Ma non per gli indios, che non possono permettersela, e neppure per i turisti che amano prendersela comoda, esplorando a bordo di piccole lance i canali secondari. Per questo El Delfin, tra soste nei villaggi ed escursioni nella giungla a caccia (solo fotografica, ovviamente) di uccelli rari e bradipi tridattili, da Iquitos a Nauta impiega almeno tre giorni. Tutti da godere.
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