Alexis, di origine Russa ma nato in California, 24 anni; lavora come consulente d’arte antica per un’importante casa d’aste londinese e fa parte dei 6 ragazzi di "Sopravvivere a Londra: in cerca di casa".
“ Mi sono trasferito a King’s Cross subito dopo aver finito l’Università. Ci sono molte aree che mi piacciono qui a Londra ma il mio primo istinto è stato quello di evitare King’s Cross che storicamente aveva fama di essere un quartiere pericoloso; sono molto pignolo sul posto dove vivo, ho passato settimane a impazzire nella ricerca, ci sono così tante cose da tenere in considerazione, e Londra è così grande e offre talmente tante opzioni che ci si può facilmente scoraggiare.
Entrambe le volte che ho dovuto cercare casa, mi sono sentito perso in una miriade di diverse possibilità, e la ricerca mi ha lasciato esausto, confuso, senza più sapere obiettivamente cosa mi conveniva fare; entrambe le volte la risposta è arrivata da quartieri inaspettati, e questa volta questa casa ha superato ogni aspettativa. Se si guarda attentamente, è proprio nelle zone come questa che si trovano le occasioni migliori. Quando ho trovato questa vecchia casa d’epoca, arrampicata su tre piani di ripide scale di legno, non credevo ai miei occhi; era un sogno diventato realtà. E King’s Cross oggi non è assolutamente più un quartiere pericoloso, per me è il vero cuore di Londra, non potrei più vivere lontano da qui.”
Alexis condivide la casa con altre 5 “adorabili” persone, come lui stesso dice. In realtà la casa è sempre piena di ospiti, familiari e fidanzati/e in visita, e raramente la quota scende sotto le 8/9 persone; quasi ogni sera nella grande cucina/livingroom c’è un piccolo party o gente che si trova semplicemente a parlare fino alle ora piccole. “La gente con cui condivido è fondamentale; qui la gente arriva da ogni parte del mondo, in casa al momento abbiamo rappresentanti dalla Svizzera, Galles, Italia e, compreso me, Russia - dice orgogliosamente Alexis - “Il fattore che accomuna tutti è però che sono tutte persone speciali, con cui la conversazione non manca mai, e che al contempo hanno ognuno la sua vita. Non ho mai vissuto da solo, non so se potrei”.
Testi di Raffaela Lepanto, foto Grazianeri
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