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Dicembre 2007

Sabaudia. Spiaggia e magia

E' una «montanara» nata e cresciuta fra i colori intensi delle montagne di Cuneo, nel cuore del Piemonte. Ma le vacanze di Livia Turco, ministro della Salute del governo Prodi, oggi esponente del Pd con alle spalle una lunga e fortunata carriera politica nel Pci-Pds-Ds, sono da sempre sulle rive del mare.

La spiaggia del cuore è quella di Sabaudia dove Livia ama passeggiare al mattino oppure al tramonto per fermarsi, a volte, a leggere un romanzo sulla battigia. A Gente Viaggi racconta, per la prima volta, i suoi ricordi di vacanze.

Apriamo l’album delle fotografie. La prima istantanea di lei in vacanza: qual era il mare della sua infanzia?
«Il primo mare è stato quello di Bordighera, avevo 6 anni, i miei genitori mi avevano spedito tre mesi in colonia e venivano a trovarmi la domenica. Ricordo una foto di me, piccolina, in costume da bagno con un sorriso quasi perplesso... Le vacanze, per noi in famiglia, erano quelle che si facevano in montagna, alla Bisalta, con mio padre Giovenale e i miei fratelli. Il mare fu quell’estate una meravigliosa scoperta. Da ragazza, invece, la spiaggia del cuore fu quella di Palmi, in Calabria. Mi ci portò, poco dopo esserci messi insieme, il mio compagno Agostino (oggi suo marito; si sono sposati a Torino il 21 gennaio 2006, ndr) che è calabrese. Andavamo all’Ulivarella e lui mi lasciava estasiata perché si tuffava dalla roccia senza nessuna esitazione! Ma la vacanza da spiaggia arriva solo con la nascita di mio figlio Enrico, oggi quindicenne. La prima estate lo portammo a Cervia, aveva appena tre mesi, io e Agostino ci davamo il cambio per fare il bagno...».

Mai fatte vacanze di mare all’estero?
«Solo una volta, ricordo un’estate magica con Agostino a Creta. Una vacanza bellissima, molto intensa. L’unica, in tanti anni, insieme, perché, per noi, il mare è soprattutto quello di casa nostra. Per tanti anni, con Enrico piccolo, siamo andati a Cervia, splendida acqua pulita, un’organizzazione perfetta per i ragazzi. Il nostro albergo dal nome vagamente esotico, Hotel Trocadero, era a misura di famiglia; su quella spiaggia Enrico ha scoperto i primi videogiochi e gli spettacoli per i bambini sul lungomare. Da qualche tempo, ci siamo spostati a Sabaudia che ha comunque un’aria di casa per me (e ride divertita, ndr). Vuole sapere perché? Beh, Sabaudia si chiama così per un omaggio che fece Benito Mussolini nel 1933, all’epoca della bonifica delle paludi pontine, alla dinastia sabauda. Storia a parte, sono legata a questa cittadina perché contiene tre “magie”: mare, lago, parco. E l’aura della stessa maga Circe con le sue antiche leggende...».

È vero che, malgrado l’estate al mare, lei a Ferragosto corre comunque nelle «sue» montagne piemontesi?
«Verissimo, non posso rinunciare alle lunghe camminate a Morozzo, i miei sentieri nei campi amati, il silenzio assoluto con lo sguardo perso nella Bisalta. Conosce la storia della montagna dalla cima bifida, Besimauda? Dicono che un contadino smarritosi nei monti, incontrando il diavolo, gli propose un patto scellerato. “Se mi dai la luce”, disse, “ti venderò la mia anima”. Da qui, la geometria di quella montagna che discende maestosa verso la pianura e apre uno squarcio di luce come disegnando l’immagine di un drago addormentato... La Bisalta è un po’ magica, è la montagna dove ci sono i fulmini a ciel sereno e dove il silenzio contribuisce ai pensieri più profondi e autentici».

Che cosa è cambiato, nelle sue vacanze di mare, dopo anni di abitudini «montanare»?
«Ho imparato a mangiare il pesce, prima ne facevo a meno, anche se lo faccio con la mia tradizionale prudenza piemontese! Ma le abitudini che mantengo in ferie sono identiche al mare come in montagna: camminate lunghissime e un buon romanzo da leggere. La mia vacanza ideale non dura più di 7 giorni, però, perché subito dopo, anche non volendolo, ricomincio con il mio ritmo da stakanovista!».

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