Come d’incanto nella notte del solstizio d’estate, il 21 giugno, le montagne si incendiano, sono punteggiate da fuochi che formano delle figure, dei segni religiosi: un cuore, una croce, un calice. Se la notte è stellata sembra che gli astri si riflettano sulle montagne in uno sfavillio magico di luci.
E’ questa la meraviglia dei “Falò del Sacro Cuore”, un’usanza ancora molto sentita in Alto Adige. Proprio con questi falò si apre il 21 giugno in Val d’Ultimo (Bolzano) la settimana delle rose alpine. Ci si vede tutti in quota, alla malga Schwemmalm, per assistere allo spettacolo dei falò ma poi la settimana delle rose alpine continua il giorno dopo con un’escursione botanica guidata alla scoperta di questo fiore chiamato anche rododendro. Si possono ammirare macchie di rododendri in fiore, intere radure di color fucsia che si stagliano sull’erba verde.
Il 23 di giugno si va di maso in maso sino a quello di Traudi Schwienbacher, specializzata in erboristeria. Il 24 giugno un insolito mercato contadino che si svolgerà in notturna. Poi altre escursioni, musica e assaggi gastronomici. I falò del solstizio d’estate affondano le loro radici nell’età pre-cristiana. Sappiamo che le popolazioni celtiche celebravano anche il solstizio d’estate al pari di tutti gli altri momenti più significativi dell’anno appiccando fuochi sui monti.
Questi falò di montagna svolgevano la funzione di un calendario, segnalando il momento opportuno per la semina e il raccolto, l’attività e il riposo, l’invocazione e il ringraziamento degli dei. Infine queste tradizioni piriche risalgono probabilmente al mito del sole secondo il quale il sole si affatica particolarmente nel superare i momenti di passaggio: per sostenerlo, quindi, gli uomini dovevano accendere dei fuochi.
Ancora oggi sono per lo più le diverse associazioni delle singole località a portare avanti questa usanza. Nel corso del tempo, ogni associazione si è letteralmente aggiudicata il proprio posto in montagna. Ai fuochi del Sacro Cuore partecipano esclusivamente uomini e giovani ragazzi che scalano di pomeriggio le montagne, dispongono forme con materiale combustibile e attendono il calare della notte. Poi si incendiano i fuochi e si formano catene sulle creste dei monti e immagini di fuoco.
Per info:
Associazione Turistica Val d’Ultimo, tel. 0473 – 795387
Sito Internet: www.valdultimo.info


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