La chiamano così, per assonanza con la vicina valle dei templi di Agrigento, e perché quella di Sciacca, costa sudovest della Sicilia, tra Menfi e Siculiana, è la zona più ricca di sorgenti calde, acque curative, grotte naturali dell’intera isola, e di impianti termali che risalgono ai Greci e ai Romani.
Sull’origine delle terme, aperte tutto l’anno e ideali in questa stagione autunnale, c’è chi risale al mito di Dedalo che, in fuga da Creta, scoprì le portentose qualità di queste acque e si fermò per rimettersi in forma. Ma la zona intorno a Sciacca, una delle poche aree siciliane dove il passaggio dalle montagne al mare è lento e graduale, e dove lo sguardo riesce a cogliere ampi orizzonti, non è ricca solo di terme.
Famose e ottime sono le arance di Ribera, gli arancini di riso di Caltabellotta (splendido borgo arroccato), i fagottini di ricotta calda (il top al bar La Giara, sul porto di Sciacca), le botteghe di ceramica nei cortili dei palazzi del corso e gli studi vista mare di bravi pittori (tra loro il noto Nicola Nucci, specializzato in palme), le lunghe spiagge bianche, la foce del fiume Platani, ora parco fluviale, che in tempi micenei tagliava da nord a sud quasi tutta la Sicilia, permettendo ai commercianti africani di arrivare nel Tirreno. Infine, splendidi isolati bagli (nella foto in alto), masserie agricole siciliane circondate da mura, ora panoramici B&B.


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